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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
È stata inaugurata oggi la quarta edizione di Big Blu - Roma Sea Expo, il Salone della Nautica e del Mare della Capitale. Alla presenza del Presidente di Fiera Roma Roberto Bosi, del Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Antonio Buonfiglio, l’Assessore alle Attività Produttive, al Lavoro e al Litorale del Comune di Roma, Davide Bordoni, l’Assessore alle Politiche all’Agricoltura della Provincia di Roma, Aurelio Lo Fazio, la manifestazione è stata aperta dal picchetto d’onore della Capitaneria di Porto della Guardia Costiera di Roma. Con nove giorni a disposizione per il pubblico, Big Blu offre oltre 90.000 mq di spazio espositivo divisi in cinque aree espositive, il Boat Show, il Gommoshow, Pelagos, Sistema Mare e World Fishing che inaugurerà il prossimo 25 febbraio. Oltre 600 espositori presentano anteprime e novità tra imbarcazioni, gommoni, motori marini, le migliori produzioni della cantieristica, i servizi per la nautica, la pesca sportiva e professionale e la vela. Big Blu conferma anche la sua importanza a livello mondiale con un forte incremento nel numero degli espositori internazionali. Fra le imbarcazioni a motore in anteprima assoluta l’EGO 43, che può trasportare fino a 12 passeggeri e sei posti letto, strumentazione e tecnologia ad altissimo livello. Inoltre, la Mira 44 OPEN SC, la barca “cabrio”, una nuova interpretazione del vivere la barca con un sistema innovativo che prevede la chiusura ed apertura del tetto e l’abbassamento del parabrezza. E ancora, fra le imbarcazioni pneumatiche, il Pirelli PZero 880, dalle straordinarie doti di vivibilità e comfort. Fra le novità, anche il servizio di salvataggio in mare e sulle spiagge, con imbarcazioni che pattuglieranno le coste italiane sin dalla prossima stagione balneare. Raggiungere Big Blu quest’anno sarà ancora più semplice: Trenitalia ha reso disponibili collegamenti straordinari sulla linea metropolitana e il Leonardo Express, la linea diretta per l’aeroporto di Fiumicino, in occasione del salone fermerà anche a Fiera Roma. Per chi vuole arrivare in volo poi, anche il servizio di elitaxi su prenotazione. Vedi la galleria fotografica...
Una festa esagerata. È così che gli organizzatori hanno voluto definire il Carnevale Romano 2010. Dieci giorni di sfilate, spettacoli e intrattenimento fatti apposta per stupire ogni genere di spettatori. Dieci giorni, iniziati il 6 febbraio e prossimi alla fine. Un’iniziativa nata da uno scambio artistico tra le città di Roma e Venezia. Un gemellaggio fortunato per mantenere vive le tradizioni della Capitale. Nella mattinata di domenica 14 febbraio, animando le strade dell’antica Roma con partenza da Piazza Venezia per percorrere via dei Fori Imperiali fino ad arrivare all’Arco di Costantino all’ombra del Colosseo, i numerosi esponenti rappresentanti l’America latina hanno voluto, per la prima volta a loro modo, rendersi partecipi dell’iniziativa carnevalesca indetta nella Città Eterna, anche come referenza di altre manifestazioni analoghe che si sviluppano in altre capitali, al fine di promuovere le caratteristiche culturali dei diversi paesi attraverso una sfilata di gruppi folcloristici di ballo e musica rappresentativi di Ecuador, Perù, Colombia, Bolivia, Messico, Panamá, Guatemala, Venezuela, Honduras, Brasile e Paraguay. Entusiasmo tra la folla che li ha acclamati, applauditi e addirittura ha ballato con loro lasciandosi affascinare dai costumi originali molto variopinti e facendosi trasportare dai suoni incantati dei loro strumenti musicali.
Dopo il successo ottenuto gli scorsi anni ecco ripetersi il carnevale del litorale romano che terminerà, come vuole la tradizione, il martedì grasso. “È una manifestazione di grande spettacolo e divertimento per le famiglie”, ha dichiarato l’Onorevole Bordoni continuando dicendo “Il nostro obiettivo è far diventare il Carnevale di Ostia uno degli eventi più conosciuti a livello nazionale. Anche grazie a manifestazioni come questa, il Municipio Roma XIII ha iniziato ad assumere una propria identità e non è più considerato solo come il mare di Roma, ma un luogo di cultura, socializzazione e commercio, dove è possibile coniugare divertimento di qualità e crescita economica. Il punto centrale è valorizzare il litorale romano e far conoscere le potenzialità di questo territorio ai romani e ai turisti non solo nei mesi estivi”. “Tradizione, voglia di aggregazione durante il Carnevale che annovera numerose iniziative a dimostrazione dei cittadini a tutte le attività del territorio. Anche questa edizione vede coinvolti tutti i quartieri dal mare all’entroterra in un coinvolgimento totale”. È quanto afferma il Presidente del Municipio XIII° Giacomo Vizzani nell’annunciare le manifestazioni legate alla tradizionale festa del Carnevale. Si evidenzia nell’aria circostante l’allegria, il fracasso e la pioggia di coriandoli e stelle filanti gettati da sopra ogni macchina carnevalesca da intriganti personaggi che hanno il fascino e la beltà di coinvolgere e divertire anche gli anonimi spettatori accorsi a quest’appuntamento speciale. Elogiamo le stupende mascherine di bimbi di ogni età che accompagnati dai propri cari sfoggiano costumi di personaggi a loro più simpatici che variano da quelli dei fumetti ad altri delle favole ed altri ancora di affettuosi animali domestici o porta fortuna come ad esempio la coccinella. La chiusura finale delle manifestazioni è prevista il giorno di San Valentino, quando a piazza dei Ravennati si esibiranno, allietando il pubblico per tutta la serata, il noto attore e cabarettista Marco Mazzocca con il suo vasto repertorio artistico saturo di comicità e Max Gazzè affermato cantautore e bassista che proporrà delle indimenticabili canzoni tratte dai suoi album discografici.
Presenti questa domenica 31 gennaio a Sermoneta Scalo all’edizione 2010 della Sagra della Polenta, partita con l’appuntamento nel centro storico il giorno ricorrente dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate e “trasferitasi” già da diverse settimane nelle borgate. L’incontro, per questa decima edizione, è stato dato in tarda mattinata nel Piazzale Caracupa, dove si è celebrata la Santa Messa e la successiva benedizione dei pani e della polenta, impartita da Padre Martino Cretaro parroco della Abazia di Valvisciolo “SS. Pietro e Paolo”, per poi procedere con la distribuzione della polenta col sugo di salsiccia e broccoletti. Abbiamo avuto il piacere d’incontrate il Vice Sindaco Alberto Battisti che, assieme al Presidente del Comitato Borgata Caracupa, il sig. Mario Cacciotti, ci ha ricordato che la sagra della polenta convoglia ogni anno nello splendido paese lepino migliaia di turisti, soprattutto provenienti dalla Capitale. La manifestazione viene celebrata in onore di Sant'Antonio Abate protettore degli animali domestici e del mondo rurale. Sermoneta conferma così il suo attaccamento alla tradizione ed ai valori contadini: l’economia della cittadina è infatti saldamente legata all’agricoltura, nonostante il grande sviluppo industriale vissuto negli ultimi tre decenni. Dopo pranzo è seguito un allegro intrattenimento musicale con canti, balli per mascherine carnevalesche dagli abiti variopinti infine, la proiezione di immagini della sagra della polenta degli anni precedenti. L’ultimo appuntamento della sagra nei borghi sermonetesi si celebrerà in Tufette domenica 21 febbraio. Vedi la galleria fotografica...
Da oltre cinquant’anni, Doganella di Ninfa, località a cavallo tra i comuni di Cisterna di Latina e Sermoneta, rinnova tradizione di festeggiare nella Chiesa di Santa Maria Assunta la festività di Sant’Antonio Abate. Fin dal primo mattino, tutti gli abitanti del borgo si accingono a partecipare a questa bella ed interessante iniziativa, le donne della Caritas sfornano magnifiche ghiottonerie, mentre il gruppo dei polentari si accinge a preparare una gustosa ricetta, a base di farina di polenta condita con sugo piccantino e salsicce, tramandata dai loro avi friulani... il tutto accompagnato da del vino locale veramente adatto alla pietanza. Nella suddetta chiesa viene celebrata la messa solenne dal Parroco Don Rosario Carsi ed al termine segue la benedizione dei trattori che a loro volta traineranno in processione la statua del Santo per le vie del borgo. Dopo il rientro in chiesa, con il Santo in spalla, si procede all’inaugurazione della mostra fotografica della storia dei polentari di Doganella e s’impartisce la benedizione alla polenta e dei pani per poi iniziarne la distribuzione per tutti i partecipanti. Presenti alla manifestazione religiosa le autorità di Sermoneta, il Sindaco Giuseppina Giovannoli, l’Assessore Giulio Bianconi, ed i Consiglieri Elio Ronconi e Antonio Di Lenola; per Cisterna di Latina, il Vice Sindaco Massimo Rosina ed i Consiglieri Claudio Chinatti e Gino Cece. Nel pomeriggio, lo svolgersi di molteplici giochi di popolari adatti al divertimento di grandi e piccini, presente anche il gruppo motociclistico I Patitori che assieme alle suore di una casa famiglia di Nettuno hanno accompagnato alcuni bimbi affinché potessero svagarsi in quest’ambiente sano ed equilibrato. Al termine, l’estrazione dei numeri vincenti della lotteria benefica: 1° estratto n.454; 2° n.74; 3° n.335; 4° n.135; 5° n.246; 6° n.19; 7° n.387; 8°n.146, i premi potranno essere ritirati entro l’arco temporale di un mese dal giorno dall’estrazione. Vedi la galleria fotografica...
A San Gregorio da Sassola, un caratteristico paesino nelle vicinanze della capitale, si è svolta oggi 26 dicembre, l’IX^ rappresentazione del presepe vivente, nel quale appaiono ben 120 figuranti che indossando fedeli riproduzioni di vesti dell’epoca, immedesimandosi nei ruoli d’artigiani, commercianti, pastori e mestieranti delle attività quotidiane. Percorrendo il sentiero stabilito, si incorre in diverse postazioni nelle quali vengono ricreati i vari ambienti come lo erano realmente in quel tempo quando spesso la dimora dell’artigiano fungeva anche da bottega e le donne rimanevano nell’ambiente domestico per svolgere le faccende e nel frattempo accudire amorevolmente i propri piccoli ed mentre le bambine più grandine venivano indirizzate al prodigarsi dei mestieri e, ad imparare lavori di sartoria, di ricamo o di tessitura. Nel contempo, ai maschietti veniva tramandato l’insegnamento dell’attività paterna che gli avrebbe permesso, un’indomani, di portare avanti la propria famiglia ed accudire i propri genitori ormai anziani. Questa manifestazione viene organizzata ogni anni da Don Massimo Minsitieri parroco della Chiesa San Gregorio Magno e da un comitato spontaneo, capitanato da Mauro e formato da molti abitanti del luogo, che autofinanziandosi riescono ancor oggi a riconfermare questa tradizione ormai integrata in questa comunità. Si vuole ricordare che il giorno 6 gennaio si potrà assistere nuovamente alla replica della suddetta manifestazione, pertanto il Sindaco Fabrizio Garofoli assieme alle autorità ecclesiastiche vi invita ad essere presenti con i vostri bambini per renderli consapevoli e partecipi di quest’aspetto della tradizione natalizia che ha radici plurisecolari! Vedi la galleria fotografica...
Visitare L'Aquila nei giorni del 28 e 29 agosto vi dà la possibilità di assistere e partecipare alla “Perdonanza” di Celestino V. Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che Papa Celestino V emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294. L’eremita Pietro Angelerio da Morrone era nativo di Isernia (secondo la versione più accreditata dagli storici) e aveva scelto, come luoghi per la predicazione, quelli dell’Abruzzo interno. Tra questi, l’Aquilano e il circondario di Sulmona, la città di Ovidio, in provincia dell’Aquila. Il 5 luglio 1294, dopo due anni di contrasti (successivi alla morte di Papa Niccolò IV), il Conclave, riunito a Perugia, designò il monaco - fondatore di un ordine che per secoli ha avuto, per l'appunto, il nome dei Celestini - come Pontefice. Un corteo accompagnò il Papa da Sulmona all’Aquila, alla Basilica di Collemaggio, da lui stesso fatta erigere alcuni anni prima, e dove gli furono consegnati le vesti pontificali il 29 agosto 1294, davanti a una folla immensa e, soprattutto, a re Carlo d'Angiò e a Carlo Martello. Celestino V fu protagonista di un papato brevissimo: si dimise - unico caso della storia per un Pontefice - nel dicembre dello stesso anno e morì nell’esilio di Fumone (in provincia di Frosinone) due anni dopo. Alcuni seguaci del suo ordine trafugarono successivamente le sue spoglie mortali e le portarono nella basilica dell’Aquila di Santa Maria di Collemaggio, dove tuttora riposano. Fu canonizzato nel 1313 con il nome di San Pietro Celestino. In quei pochi mesi di pontificato, Papa Celestino lasciò alla città dell’Aquila, ma anche al mondo intero, un’eredità di portata straordinaria. Alla fine di settembre del 1294, infatti, proprio dalla basilica di Collemaggio, emanò una Bolla con la quale concedeva un’indulgenza plenaria e universale a tutta l'umanità, senza distinzioni. Un evento eccezionale, visto che accadeva in un periodo in cui il perdono era spesso legato alla speculazione e al denaro. La Bolla di San Pietro Celestino, che introduceva i concetti di pace, solidarietà e riconciliazione, poneva solo due condizioni per ottenere il perdono. L’ingresso nella basilica di Collemaggio nell’arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno, e l’essere “veramente pentiti e confessati”. Sei anni prima della Bolla di Bonifacio VIII, che istituiva l’Anno Santo ufficiale della Chiesa, all’Aquila era nato il Giubileo. Un Giubileo che, per un giorno, si ripete ogni anno. Gli Aquilani hanno sempre custodito gelosamente la Bolla della Perdonanza, oggi conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Comunale. Gli antichi statuti civici vollero che, proprio perché erano stati i cittadini a proteggere il prezioso documento, fosse l’autorità civile a indire la Festa del Perdono, rispettando, comunque, il dettato di Papa Celestino. E ancora oggi è il Sindaco del capoluogo abruzzese a leggere la Bolla del Pontefice, poco prima dell'apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio da parte di un Cardinale designato dalla Santa Sede. L’apertura della Porta Santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un lungo corteo storico (circa 1.000 figuranti in costume d’epoca, in rappresentanza del gruppo storico del Comune dell’Aquila, di altri gruppi di città italiane, oltre che a esponenti di amministrazioni e al rappresentante del Governo) che, nel primo pomeriggio, parte dal Palazzo Comunale verso Collemaggio. I personaggi più importanti del corteo sono la Dama della Bolla, che porta l'astuccio nel quale fino al 1997 era conservata la Bolla del Perdono (dopo il suo restauro a cura dell'Istituto Centrale del Libro di Roma, avvenuto proprio in quell'anno, il documento papale viene condotto separatamente alla basilica di Collemaggio, come da indicazione dei restauratori stessi), e il Giovin Signore, che porta il ramo d'ulivo con il quale il Cardinale percuote per tre volte la Porta Santa, ordinando, in questo modo, la sua apertura. Anche il ramo, come la Bolla e le chiavi della Porta Santa della basilica di Collemaggio (la chiesa è di proprietà del Comune), è conservato nel forziere della Torre Civica. La Bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all’interno della Basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, operata dall'Arcivescovo dell’Aquila. L’autenticità della Bolla della Perdonanza, la cui commemorazione è accompagnata, da circa 20 anni, da una settimana di feste, concerti, rassegne, convegni e mostre, è stata confermata dal Vaticano. Nel 1967, infatti, Papa Paolo VI, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, ha confermato quella di Celestino V, annoverandola al primo posto dell’elencazione ufficiale. Vedi la galleria fotografica...
Ed eccoci di nuovo a parlare delle bellezze del nostro vasto territorio a forma di stivale. Oggi siamo andati a visitate la “Città dei Papi” ossia Anagni che si trova della bella ed accogliente ciociaria, in questo periodo si possono incontrare parecchi turisti che vengono a visitarla per riscoprire le stupende opere architettoniche di palazzi, di chiese e di chiostri colmi di storia e di fascino, nonché arricchire il loro sapere con visite guidate in musei o recandosi presso la galleria artistica di un noto scultore contemporaneo, il Maestro Tommaso Gismondi, dove sono esposte per essere ammirate molte sue opere accompagnate dai certificati d’autenticità, in caso di vendita. In questo servizio fotografico, verrà solamente illustrata una minima parte di quello che realmente potrete vedere visitandola, infatti abbiamo favorito la zona della Cattedrale dove in questi giorni si alterneranno, fino al 31 agosto, parendo da Porta Celere e percorrendo il Corso per arrivare nei pressi della Cattedrale i vari cortei in costume medioevale di diverse Contrade: Colle S. Angelo, Trivio, Castello, Cellere, Tofano e Torre. Da non perdere assolutamente gli eventi pagani e religiosi dei giorni: 17 alle ore 18.00 il Corteo Storico Rievocativo delle Contrade, alle ore 21.00 Rievocazione Teatrale sulla vicenda di Bonifacio VIII, in piazza Innocenzo III; Il 18 alle 19.00 Messa solenne e alle 20.00 processione di S. Magno; Il 19 mattina, tradizionale fiera di merci e bestiame, ore 18.00 Concerto Banda Ass. Musicale Anagnina diretta dal Maestro R. Mattioli nel Piazzale Conv. Principe Piemonte, ore 21.00 Gruppo Teatrale Anagnino P.zza Cavour, 23.30 Spettacolo Pirotecnico; Il 23 alle ore 20.00 Corteo delle contrade da Porta Celere, alle 21.00 Palio delle Contrade, Sfida all’Anello fra i cavalieri, gara in notturna Piazza Innocenzo III. Tra visite culturali e manifestazioni pomeridiane e serali potrete certamente allietare le vostro periodo di vacanza. Buona permanenza e buon divertimento a tutti! Vedi la galleria fotografica...
Il Comune di San Quirico d’Orcia, in data 12 e 13 luglio, in collaborazione con due gruppi bandieratori affiliati F.I.S.B. presenti nel territorio ospita il Campionato Nazionale sbandieratori 2008 - Tenzone Bronzea organizzato dalla Federazione Italiana Sbandieratori. Gruppi partecipanti al Campionato Nazionale Sbandieratori 2008 – Tenzone Bronzea: Gruppo sbandieratori San Quirico d’Orcia e Gruppo sbandieratori Quartiere Canneti (San Quirico d’Orcia); Rione Ferraia e Rione San Michele, Pescia (Pistoia); Alfieri del Cardinale Borghese di Artena (Roma); Sbandieratori e Musici “Giovani Maestri” di Motta Sant’Anastasia, (Catania); Sbandieratori Bisignano (Cosenza); Rione San Basilio di Oria (Brindisi); Sbandieratori e Musici di Fabriano (Ancona). Entrando a San Quirico d’Orcia da nord-ovest lungo via Dante Alighieri, antica via Francigena o Romea che taglia in due l’intero borgo antico, si incontra la Chiesa Collegiata (Sec.XII). Con il suo portale di mezzogiorno sembra scrutare la strada principale del paese. Sorta su una precedente pieve romanica, cela al suo interno un antichissimo coro ligneo intarsiato attribuito al senese Antonio Barili, e sul lato sinistro un trittico ligneo attribuito a San Pietro (Sec.XV). Di fianco alla Chiesa Collegiata si innalza la maestosità di Palazzo Chigi Zondadari (Sec.XVII), intruso scatolone di pietra in contrasto con l’ambiente così povero ma nello stesso tempo ricco di fascino, a testimoniare il passato feudale del borgo. Continuando lungo il Corso di giunge alla Piazza della Libertà, fulcro vitale del paese con al centro la Chiesa di S. Francesco, detta Chiesa della Madonna in quanto custodisce la statua della Madonna di Vitaleta di Andrea delle Robbia. Da un angolo della Piazza si accede agli Horti Leonini autentico gioiello di giardino all’italiana del cinquecento che con la sua geometria di siepi di bosso conduce ad una loggia alta sistemata a boschetto di lecci. Nella parte alta del giardino si trovano i resti della Torre del Cassero (era alta circa 39 metri) a testimonianza delle mutilazioni subite dal paese durante la ritirata dei tedeschi nel 1944. Seguendo la cinta murale che racchiude il centro storico di San Quirico si giunge alla Porta dei Cappuccini austero baluardo di forma poligonale.Qualche km distante troviamo Bagno Vignoni, Il nome di questo antico borgo deriva da Vignoni, castello già noto nell’XI secolo, le cui tracce dominano l’altura sopra il borgo, e dalle acque termali usate fin dall’epoca romana., come testimoniano numerosi reperti archeologici che si trovano nella collezione Chigi di Siena, Museo Archeologico Nazionale. Nel XII secolo il “Bagno” era soggetto alla famiglia Tignosi, signori di Tintinnano, ora Rocca d’Orcia, sotto la cui signoria rimase fino alla fine del ‘200; All’inizio del ‘300, Bagno Vignoni ed i borghi e castelli circostanti, passarono in possesso della famiglia senese dei Salimbeni, a cui rimase fino al 1417, quando in secondo marito di Atonia Salimbeni, Attendolo Sforza, lo vendette al Comune di Siena. Nonostante i numerosi episodi di guerra, devastazioni ed incendi che coinvolsero la Val d’Orcia nel corso del medioevo, l’assetto del borgo di Bagno Vignoni è da allora rimasto sostanzialmente immutato fino ai nostri giorni. Il villaggio si sviluppò in una spianata, a metà fra il colle di Vignoni e la ripida gola formata dal fiume Orcia. Intorno ad una grande vasca rettangolare, entro cui sgorgano le acque: questo elemento che è il futuro generatore dell’impianto del borgo e tuttora il centro del villaggio, costituisce un evidente richiamo ad alcuni aspetti propri degli impianti termali romani. Intorno alla vasca si disposero le abitazioni, le locande ed in seguito la Chiesa di San Giovanni Battista, dove attualmente è possibile vedere il frammento restaurato dell’affresco raffigurante “Cristo risorto” attribuito a Ventura Salinbeni, originariamente situato nella cappella di Santa Caterina. Dalla vasca, oltrepassato un ponte porticato, le acque raggiungevano le terme e poi andavano ad alimentare una serie di mulini disposti sul ripido ciglio degradante verso il fiume che oggi è possibile visitare grazie ad un risanamento conservativo dell’area, recentemente effettuato dal Comune di San Quirico d’Orcia (Parco dei mulini). Vedi la galleria fotografica...
Si è protratta per 3 giorni, l’infiorata a Poggio Moiano, trasformata per la ricorrenza in una vera e propria distesa di fiori e colori. La manifestazione è iniziata venerdì 27 con l’arrivo delle ore 17.00 delegazioni dei maestri infioratori di Poggio Moiano (RI), Cervaro (FR), Rieti, Norma (LT), Rocca Santo Stefano (RM), San Gemini (TR), Pietra Ligure (SV), Alatri (FR), Monteflavio (RM), Noto (SR), Città della Pieve (PG), San Valentino Torio (SA), Montallegro (AG), Pisoniano (RI), Norcia (PG), Vignanello (VT) e Arzachena (OT) uniti assieme per partecipare al Concorso Nazionale. In tarda serata hanno iniziato a lavorare sui quadri a loro assegnati per seguitare tutta la notte, terminando alle prime luci dell’alba di sabato 28. Il precorso, si è snodato lungo la via principale del paese, ben illuminato per permettere una migliore visibilità durante le composizioni e per consentire ai frequentatori della notte bianca di ammirare le preparazioni dei quadri floreali. Stand gastronomici, mostre e spettacolo hanno fatto da cornice su questa kermesse che ha coinvolto tutto il paese. La Pro loco di Poggio Moiano quest’anno ha voluto dare un “tema” alla manifestazione: quello della solidarietà. La Fondazione “Capitano Ultimo” condotta dal Presidente Raul Bova e l’Associazione “Alcli Giorgio e Silvia” hanno così dato il loro patrocinio al Concorso Nazionale dopo che proprio la Pro Loco aveva manifestato l’intenzione di raccogliere dei fondi da destinare ad Enti ed Associazioni che si occupano di volontariato. Madrina della manifestazione, fin dalla prima edizione, la giornalista e conduttrice del Tg1 Francesca Grimaldi: “Mi congratulo con chi, da otto anni, sostiene il progetto del Concorso Nazionale delle infiorate. Come ogni anno, sono stata presente nella mattinata del sabato per ammirare il lavoro di questi artigiani del fiore che sono una ricchezza del nostro Paese ed un patrimonio culturale e turistico da conservare”. Tante le novità dunque per questa edizione, che si era annuncia densa di sorprese. Nella serata di sabato 28, sono stati premiati i quadri più belli alla presenza si ospiti di rilievo tra cui anche una rappresentanza della Solsonica, con il presidente Gaetano Papalia. Chiusasi ufficialmente l’VIII edizione del Concorso Nazionale delle Infiorate d'Italia, ha visto vincitori: Sezione fiore secco, proprio il gruppo di Poggio Moiano (RI) con il quadro “Ballo Favoloso”. Per la categoria fiore fresco, il primo premio è andato in Campania e precisamente a San Valentino Torio in provincia di Salerno con la composizione “La Pietà”. L'altra categoria, quella della tecnica mista, ha incoronato il gruppo di Alatri provincia di Frosinone con “Flora Immagination”. Una edizione dai grandi numeri questa del 2008: “Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto di tutto il lavoro che avevamo impostato, tutto è filato liscio, il ringraziamento va a quanti hanno permesso la riuscita della festa”. È ciò che a dichiarato il Presidente della Pro loco Andrea Melilli. Dello stesso avviso è stato il Sindaco di Poggio Moiano, Sante Desideri: “Sono più che soddisfatto, ogni anno Poggio Moiano risponde bene e siamo sempre più al centro dell’attenzione delle città dell'Infiorata, ospitare circa 20 delegazioni da tutta Italia ci riempie di gioia, è rinomata l'accoglienza che la sabina riserva ai turisti che vengono a trovarci”. Nella serata del sabato, la consegna di premi, di pergamene e di ceramiche, distribuite a tutte le delegazioni in riconoscimento della loro gradita presenza e del loro apporto artistico, inoltre, accorpando anche la premiazione del Concorso Locale che ha visto la vittoria del gruppo che ha composto “Metamorfosi” che il prossimo anno parteciperà di diritto al Concorso Nazionale. Nella giornata della domenica 29, i quadri hanno mantenuto la loro integrità, fino al passaggio della processione del Corpus Domini dove ha partecipato anche il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, che decretato la fine dell’ottava edizione del Concorso nazionale delle infiorate d’Italia, salutando tutti e rinnovando l’appuntamento al prossimo anno, sempre l’ultimo venerdì, sabato e domenica di giugno. Hanno patrocinano la manifestazione: il Comune di Poggio Moiano, la Regione Lazio, la Provincia di Rieti, la Camera di Commercio di Rieti, la Fondazione “Marrone”, la Comunità Montana VIII, l'Unione dei Comuni dell'Alta Sabina, il Parco Regionale dei Monti Lucretili, la Banca di Credito Cooperativo e l’Associazione Nazionale Infioritalia. Un particolare ringraziamento è dovuto con stima ed affetto al giornalista Simone Fioretti che si è spesso prodigato per informarci al meglio di ogni avvenimento svoltosi durante l’intera manifestazione. Vedi la galleria fotografica...
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